Iacampo
Martedì 25 agosto 2026 alle 20.30 il giardino del Museo Sartorio di Trieste ospita nell’ambito di YEAH Fest “Canzoni a fine estate“, una serata di cantautorato indipendente che inaugura il nuovo corso del progetto YEAH, recentemente rinato come associazione culturale. Protagonisti il songwriter Marco Iacampo, da Mestre – in tour per promuovere il nuovo disco Preghiere contemporanee – e il progetto artistico Acqua Distillata canta Ribaltavapori, al secolo Lucia Gatto e Antonio Uras, vincitori lo scorso dicembre del Miela Music Contest.
Iacampo ritorna a Trieste a sette anni dalla sua ultima esibizione in città con uno show intimo in duo, voce-chitarra e contrabbasso, dedicato al suo nuovo album, uscito lo scorso marzo: un viaggio spirituale in nove tracce, nove “preghiere contemporanee” frutto di una lenta gestazione nella natura di una piccola fattoria veneta. Al centro, un songwriting senza tempo in cui echeggiano blues, gospel, folk, Paolo Conte e Bob Dylan. Sulle scene da oltre trent’anni, Iacampo continua a navigare la parte più nascosta e avvincente di quell’iceberg che è la musica italiana. Ad affiancarlo sul palco del Sartorio ci sarà il contrabbassista Alberto Zuanon, per un live che si preannuncia emozionante e profondo.
Aprirà la serata il progetto Acqua Distillata canta Ribaltavapori: un cantautore triestino (con origini catalane e sarde) affida le proprie canzoni alla voce di una giovane cantante veneta (trapiantata a Bologna). Antonio Uras (Ribaltavapori) e Lucia Gatto (Acqua Distillata) danno vita a un incontro tra classicismo e contemporaneità, cantautorato e pop orchestrale, musica sinfonica e indie folk. L’intento è indagare temi di attualità come l’inquinamento, lo spreco e il surriscaldamento globale, invitando l’ascoltatore a una riflessione profonda sulla società contemporanea.
L’evento rientra nel cartellone di Trieste Estate a cura del Comune di Trieste ed è promosso dall’Associazione culturale YEAH all’interno del progetto YEAH Fest 2026, grazie al contributo di “Le Fondazioni Casali ETS” e con il supporto della BCC Venezia Giulia.
Iacampo
IT · Songwriter
Marco Iacampo nasce a Venezia da madre veneta e padre molisano. Attraversa 3 decadi grazie ad un songwriting senza tempo rimanendo fedelmente nella parte nascosta (e più grande) di quell’iceberg che è la musica italiana. Aspettando lo scioglimento dei ghiacci si muove, suona, in Italia e all’estero, inventa azioni collettive (dall’evento del 2012 “Nuovissimo Canzoniere Italiano” che raccoglieva la nuova leva cantautoriale degli anni zero all’ultima La Scena , il gruppo di musicisti della terraferma Veneziana, passando per il progetto Veneto Contemporaneo e altre visioni), dipinge e disegna da autodidatta con lo spirito di chi non ha mai smesso di giocare cercando e dialogando con la natura delle cose.
Dopo l’esperienza e le incisioni con gli Elle negli anni ’90 e il progetto solista internazionale in lingua inglese GoodmorningBoy si fa chiamare IACAMPO, incontra una inseparabile chitarra classica, sviluppa il suo suono e pubblica la trilogia Valetudo, Flores e Fructus, suonando in centinaia di concerti in tutta Italia e all’estero (Francia, Belgio, Svizzera, Spagna, Germania, Norvegia, Brasile).
Sfiora con Pittore Elementare il Premio Tenco, finendo nella cinquina finale.
Vive e lavora a Mestre, dove suona, dipinge e coordina attività di direzione artistica di eventi e processi culturali collettivi come La Scena in dialogo tra musica underground e istituzioni.
Preghiere Contemporanee, uscito nel marzo 2026 a sei anni di distanza da Fructus (Ala Bianca/Warner), è un lavoro intimo e profondo che si rivolge all’anima del mondo, unica realtà indivisibile messa alla prova in tempi di frenesia e frammentazione.
Le canzoni di Preghiere Contemporanee si muovono lungo una tensione costante tra unità e separazione. Da un lato il richiamo a una riconnessione profonda, dall’altro il bisogno di prendere distanza da un mondo sovra-strutturato, organizzato, spesso dominato dalla paura. Due forze opposte che convivono dentro ciascuno di noi e che, secondo Iacampo, meritano entrambe di essere cantate.
Il linguaggio scelto dall’artista affonda le radici nelle esperienze giovanili legate al canto liturgico: parole come Alleluia, Regno, Dio, Liberazione, tornano a vivere nelle canzoni come strumenti espressivi potenti, svincolati da ogni appartenenza religiosa. Un vocabolario che appartiene al canto, inteso come una delle forme più alte di preghiera, e che l’artista ha portato con sé anche dopo aver preso le distanze da quel mondo. Un linguaggio che oggi ritorna, trasformato, capace di dare voce a ciò che spesso resta indicibile.
In Preghiere Contemporanee la spiritualità non coincide con la religione, ma con un’esperienza personale e viva, in cui ogni elemento può tornare utile e trovare un nuovo signifi cato. Un modo di esprimersi che, pur destinato a mutare nel tempo, è ancora profondamente radicato nella tradizione, nella cultura popolare e nelle pieghe nascoste della sensibilità contemporanea.
Acqua Distillata canta Ribaltavapori
IT · Cantautorato, indie
Acqua Distillata canta Ribaltavapori è un progetto di cantautorato orchestrale che nasce nel 2024 dall’incontro tra la veneta Lucia Gatto (Acqua Distillata) e il triestino Antonio Uras (Ribaltavapori). Entrambi cantautori della scena indipendente italiana, qui Ribaltavapori scrive e compone e Acqua Distillata interpreta.
Il percorso discografico di Acqua Distillata canta Ribaltavapori comincia il 21 marzo 2025 con la pubblicazione per Dumba Dischi del singolo “Gaia” accolto subito con curiosità da pubblico e addetti ai lavori, seguito dal primo lato “Volume Uno”, dal singolo “Selvatica” e infine dal disco “Volume Uno + Due” disponibile anche in vinile grazie a una campagna di crowdfunding di successo.
L’album rappresenta un viaggio musicale nel mondo della canzone d’autore, ispirato ai toni degli anni ’60 e arricchito da arrangiamenti orchestrali. Scritto interamente da Ribaltavapori e co-prodotto con Alessandro Giorgiutti (Sesto), è un concept che esplora tematiche di attualità come l’inquinamento, lo spreco e il surriscaldamento globale, invitando l’ascoltatore a una riflessione profonda sulla società contemporanea.
Le release vengono accolte molto bene dalla critica e dalle piattaforme digitali tanto da essere inserite nelle prestigiose playlist editoriali Spotify “New Music Friday Italia”, “Novità Indie Italiano” e “Fresh Finds Italia”.
Il progetto viene presentato in versione acustica in vari contesti live tra cui: Suoni di marca (Treviso) , LZO Conegliano, Dumba Apartments (Roma), Campus Festival Forlì , Mercati Culturali di Pordenone. A maggio 2025 il duo partecipa alla residenza artistica “Casamia” sulle montagne della Carnia a cui hanno preso parte in precedenza artisti come Maria Antonietta e Colombre e Emma Nolde.
Nell’aprile 2026 Acqua Distillata canta Ribaltavapori raggiunge la finale di Musicultura, superando prima selezioni, poi le audizioni al Teatro Lauro Rossi di Macerata ed esibendosi al Teatro Persiani di Recanati.
La Penna di Ribaltavapori
Antonio Uras, noto come Ribaltavapori, è un cantautore e compositore dalla duplice anima sarda e catalana. Vive a Trieste da diversi anni, una città che, pur non essendo la sua terra natale, ne riflette l’essenza di confine e di apertura al mondo. Le sue composizioni sono intrise della bellezza e delle contraddizioni di questi luoghi: la terra e il mare, le emozioni che emergono come colline dal piatto orizzonte dei campi, e i pensieri che si librano in bilico tra i moli e le nebbie del porto, tra i pontoni-gru che si intravedono all’orizzonte. La sua scrittura evoca immagini potenti e suggestive, come frammenti di vita sospesi tra cielo e mare.
L’Universo di Acqua Distillata
Acqua Distillata, con il suo approccio delicato e quasi ingenuo, compone canzoni intime e minimali, che intrecciano frammenti di vita quotidiana, piccoli malumori e semplici gioie. Le sue melodie sono come racconti sussurrati, letti nell’aroma del caffè o trovati nelle pagine ingiallite delle fiabe dei fratelli Grimm. La sua musica crea atmosfere oniriche e sfocate, offrendo all’ascoltatore un rifugio dal frastuono quotidiano, come un riparo sotto il portico durante un temporale estivo. I suoi testi, delicati e profondi, sono messaggi custoditi in bottiglie da lasciare alla deriva nel vasto mare delle emozioni.

