Not K-pop

Dal:um

[달음]
domenica 27 Settembre 2026
18:30
Casa della Musica
Auditorium

Trieste · Via dei Capitelli 3
Prevendita € 12
In cassa € 15
Early Show

Qualcosa di magico sta accadendo nei club di Seul, e non si tratta di K-Pop: una nuova scena musicale coreana, febbrile e vitale, che vede il duo Dal:um in prima linea. Tradizioni senza tempo rivisitate con un’energia curiosa, esplorativa e profondamente contemporanea… in arrivo a Trieste!

Dopo il debutto dello scorso 25 agosto al Museo Sartorio, la rassegna diffusa YEAH Fest 2026 continua il suo viaggio in città con un nuovo, imperdibile live. Domenica 27 settembre 2026 alle 18.30 YEAH è orgogliosa di portare il duo strumentale sudcoreano Dal:um alla Casa alla Musica di Trieste! Quale miglior modo di concludere il weekend se non un concerto preserale per scoprire il suono della Seul del XXI Secolo?

Dal:um (달음, “continuare a inseguire qualcosa”) è formato da Ha Suyean (하수연) e Hwang Hyeyoung (황혜영), due virtuose di strumenti a corde della tradizione coreana, il gayageum e il geomungo, costituiti da lunghe casse rettangolari in legno. Strumenti che Suyean e Hyeyoung proiettano dall’antichità al futuro, dilatando e infrangendo i confini della tradizione, assorbendo e rielaborando influenze contemporanee che abbracciano minimalismo, folk sperimentale, jazz astratto e molto altro.

Con all’attivo tournée in tutto il mondo e due album per l’etichetta tedesca Glitterbeat (Similar & Different, del 2021, e Coexistence, del 2024, pubblicati per la sussidiaria Tak:til) le Dal:um rappresentano la prima linea della nuova scena musicale coreana insieme ad artisti come Park Jiha, Jambinai e Leenalchi.

La loro musica nasce dal dialogo serrato tra i due strumenti: il gayageum di Ha Suyean disegna trame melodiche fluide, circolari e ipnotiche, mentre il geomungo di Hwang Hyeyoung introduce accenti più secchi, ritmici e percussivi, fino a trasformarsi nei passaggi più estremi in una vera sorgente di rumore e tensione. Ne risulta un suono essenziale e profondamente fisico, fatto di ripetizioni, silenzi, risonanze e improvvise accelerazioni, capace di muoversi con naturalezza dalla contemplazione minimalista a momenti di grande intensità. Una musica antica e radicalmente contemporanea allo stesso tempo, nella quale le due interpreti sembrano agire come un unico organismo sonoro.

L’evento è promosso dall’Associazione culturale YEAH grazie al contributo di “Le Fondazioni Casali ETS” e con il supporto della BCC Venezia Giulia.

Per i fan di Glitterbeat (etichetta), Park Jiha, Jambinai, Leenalchi, strani strumenti musicali


Dal:um

KR · Minimal, folk sperimentale, jazz astratto

Qualcosa di magico sta accadendo nella scena musicale sudcoreana, e non si tratta di K-Pop. Basta soffiare via la schiuma superficiale per accorgersi che, nelle sale da concerto e nei club di Seoul e non solo, sta ribollendo una scena musicale febbrile e vitale. Il duo Dal:um è in prima linea nella nuova musica coreana, portando nelle tradizioni senza tempo un’energia curiosa, esplorativa e profondamente contemporanea.

Ha Suyean e Hwang Hyeyoung sono cresciute studiando formalmente la musica tradizionale coreana, il gugak, distinguendosi rispettivamente al gayageum e al geomungo, due differenti tipi di cetra. Ma ben presto queste due giovani musiciste hanno iniziato a sentire il bisogno di andare oltre. Dal:um è il suono della Seoul del XXI secolo, dove i confini della tradizione vengono dilatati – e talvolta infranti – per dare vita a qualcosa di unico.

Dal:um può essere tradotto come “continuare a inseguire qualcosa”, un nome che non potrebbe essere più appropriato. Suyean e Hyeyoung hanno ottenuto ampi consensi e portato la loro musica in tournée in tutto il mondo con l’album d’esordio Similar and Different (Tak:til/Glitterbeat, 2021); con il secondo album, Coexistence, compiono ora un ulteriore passo in avanti.

Similar and Different era il suono di due musiciste che si spingevano e si trascinavano reciprocamente. In Coexistence diventano una cosa sola: l’una con l’altra, con il mondo che le circonda, con la vita stessa. È una musica profondamente personale, ma personale nel senso in cui assorbe la vita che circonda le due artiste, trovandovi pace, paura, dramma e, infine, speranza.

Coexistence ha preso forma nella fase conclusiva della pandemia di COVID. Il duo, che si era incontrato per la prima volta all’interno del Seoul Metropolitan Youth Traditional Music Ensemble, decise che questa volta avrebbe composto autonomamente l’intero album. Le due musiciste hanno tratto ispirazione dalla natura che le circonda a Seoul, ma anche dalle tournée europee, durante le quali i lunghi viaggi in automobile le hanno condotte attraverso paesaggi naturali profondamente diversi da quelli di casa.

«La pandemia ci ha fatto capire quanto siano preziose le cose che ci circondano», spiegano. «Mentre componevamo, riflettevamo sul valore del vivere accanto agli altri esseri viventi. La domanda che ci siamo poste è stata: come possiamo coesistere armoniosamente con la vita che ci circonda? Volevamo racchiudere questi pensieri nella nostra musica.»

Registrando agli A&Tive Studio di Seoul, Suyean e Hyeyoung hanno resistito alla tentazione di aggiungere ornamenti superflui alla loro musica, rimanendo fermamente ancorate alla dinamica tra i due strumenti.

Sia il gayageum sia il geomungo sono costituiti da lunghe casse rettangolari in legno di paulownia, sulle quali sono tese le corde. Ogni corda poggia su un ponticello mobile in legno collocato in un punto diverso lungo lo strumento. Il gayageum a 25 corde è generalmente il più melodico e lirico dei due e si presta a melodie ondulatorie e reiterate. Il geomungo è il suo cugino più irruento: il plettro in bambù che colpisce le sei spesse corde produce quel caratteristico colpo secco e vibrante che rende immediatamente riconoscibile tanta musica coreana. Hyeyoung introduce inoltre un approccio insolito allo strumento, sfregandone le corde con un arco e generando, nei momenti più intensi, una ruvida onda di rumore.

Entrambi gli strumenti possono essere ascoltati in tutta la loro potenza nel brano d’apertura, DOT. Una sorta di manifesto, caratterizzato dalla precisione e dall’urgenza di un codice Morse che prende vita. Nelle parole del duo: «Ci siamo concentrate sul “punto” come motivo musicale caratteristico degli strumenti a corda. Il progressivo espandersi di questi motivi puntiformi nel gayageum e nel geomungo simboleggia il continuo cammino di Dal:um.»

Più avanti nell’album, Dodry richiama la formazione musicale delle due artiste incorporando elementi di Suyeonjangjigok, una composizione risalente all’epoca Joseon utilizzata per invocare la longevità del sovrano. Il titolo deriva da dodry, una forma musicale tradizionale coreana paragonabile al segno di ritornello della musica occidentale. In questo brano Dal:um riflette sulle routine quotidiane che, accumulandosi, contribuiscono a definire chi siamo. Con le corde che risuonano in note sostenute, il pezzo è radicale nella sua essenzialità e possiede l’eleganza di un notturno di Chopin.

L’ispirazione per un altro brano di Coexistence proviene dal lavoro dell’artista visiva inglese Cornelia Parker, la cui fascinazione per gli opposti e le trasformazioni l’ha portata a mescolare veleno di serpente e relativo antidoto con inchiostri bianchi e neri.

Nel brano Poison and Antidote, il dialogo tra gayageum e geomungo sembra inizialmente mettere le due musiciste l’una contro l’altra, quasi si graffiassero reciprocamente, per poi ricongiungerle nella rappresentazione del serpente stesso, contorto e sinuoso.

Altrettanto evocativa è la traccia conclusiva, composta in risposta al documentario televisivo My Octopus Teacher (Il mio amico in fondo al mare, Pippa Ehrlich & James Reed, 2020), dedicato alla relazione tra un subacqueo e un polpo nelle acque del Sudafrica.

In the Deep riflette quello che il duo definisce un ecosistema subacqueo «bellissimo e al tempo stesso feroce», mentre le corde, inquiete e interrogative, sembrano mettere in discussione il posto dell’umanità all’interno della natura.

Come il mare, sulla superficie questo album sembra estendersi fino all’orizzonte attraverso motivi traslucidi e increspati. La connessione simbiotica del duo e la padronanza dei rispettivi strumenti suscitano meraviglia e, al tempo stesso, una strana sensazione di conforto.

Chi sceglierà di immergersi più in profondità scoprirà che l’album possiede un ecosistema proprio, bellissimo e feroce. Qui si trova ogni forma di vita. Vicino e lontano. Antico e nuovo. Paura. Speranza. Tutto… in coesistenza.

Il luogo dell'evento
Casa della Musica
Auditorium
Via dei Capitelli 3 · Trieste

Gestita dalla Cooperativa sociale Cinquantacinque, Casa della Musica è un punto di riferimento a Trieste per gli amanti della musica. Occupa uno stabile storico nel quartiere di Cavana, con aule didattiche, sale prova, studio di registrazione e un auditorium all’ultimo piano dedicato a eventi e concerti. Con una capienza di 99 posti, l’auditorium è un gioiello di acustica con pochi eguali in città.

Progetto
  • YEAH Fest 2026
Promosso da
  • YEAH
Partner
  • Cooperativa Cinquantacinque
Ringraziamo
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34137 - Trieste - Italy

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